Primo giorno: ore 11.45 arrivo in stazione, autobus e alloggio in albergo situato nel lunghissimo viale Regina Elena. Il primo giorno vola, sistemo i bagagli, mangio fino a pomeriggio inoltrato e poi via lungo la spiaggia, cercando di carpire anche gli ultimi raggi serali. La cena salta, colpa forse di un pranzo troppo abbondante, ma probabilmente è la vivacità del luogo che mi scombussola tutto…nemmeno fossi a Rio de Janeiro..sul marciapiede che costeggia i negozi tutti i p.r. sono già all’opera: Prince, Life, Chic, Embassy…i miei amici riminesi mi hanno detto che questa sera c’è un bel concerto al Velvet. Ci sarà tempo anche domani per provare a conquistare qualche straniera, sta sera mischiamoci nella vera vita locale. Ore 23.00, primo passo nel mondo della bella vita, le cantinette, luogo mondano per eccellenza mi dicono Claudio e Matteo. Ci fermiamo allo Yerba buena, ottimo vino e bella musica, solo un inconveniente, lo stomaco vuoto con l’alcool inizia i suoi effetti. Ottima anche la piada, in Romagna è super, altro che le precotte del Conad. A Rimini la pida se parsòt le pis un po’ ma tot. Ore 24.30 circa, ci iniziamo a spostare, la macchina di Matteo cade a pezzi, ma il tragitto è breve. Il gruppo non lo conosco e nemmeno ricordo il nome, di certo però fanno bella musica, arrivando tardi però, rimane ben poco da ascoltare. La sirena del Velvet suona, mi dicono che è il segnale che apre le danze. Un paio di drink e musica elettronica nella saletta, le due dj sono veramente forti, il locale non è pienissimo, ma il divertimento è nell’aria. Alle 4.45 usciamo con altre due ragazze amiche di Matteo, gli diamo un passaggio fino a casa, ma prima colazione al Mazzini. Panini enormi, c’è veramente di tutto dentro, ne mangerei dieci, ma la stanchezza vince. Primo giorno finito, salgo in camera e faccio appena in tempo a stendermi nel letto, ore 6.20.
Secondo giorno: la mattina bussa presto alla mia porta, sono le 10 e le mie tende non sono state tirate. Nervoso mi alzo e spero di riaddormentarmi. Chiudo le tende, ma il sonno non vuole saperne, stavo anche sognando. Scendo velocemente nella hole, tanto vale non perdere troppo tempo. Colazione piena e grassa, tanto burro e succo d’arancia, così mi piace svegliarmi. La spiaggia è davvero lunga, tanti, troppi ombrelloni, unico inconveniente di questa mia breve vacanza. Acqua sporchissima, ma il sole picchia davvero. Prima che mi raggiungano gli amici riminesi, conosco Ale e Serena, quest’ultima mi dicono poi essere la figlia del “droghiere”. Organizziamo una partita di beach e ci iscriviamo ad un torneo per il pomeriggio. Pranzo veloce al bar, insalatona con gamberetti e tanta acqua, forse devo smaltire l’alcool di ieri sera. Ore 15.00, il torneo inizia, non siamo bravissimi, forse non troppo in sintonia, ma probabilmente gli altri sono più scarsi di noi. Battiamo le prime due squadre senza difficoltà, la terza ci da del filo da torcere, sarà l’alzatrice. Arriviamo secondi, niente male, per festeggiare decidiamo di andare tutti insieme al Kiosko. Locale davvero carino. Sembra uno dei bar che potresti trovare solo sulle isolette..mi dicono che qui le kaipiroske sono eccezionali. Non mentono, la kaipimelone è davvero succosa, l’aperitivo poi è pienissimo, continuamente portano piatti dalla cucina, lo chef è un amico di Claudio e per noi ha riservato un trattamento speciale..un piatto enorme di anellini di cipolla e patate fritti..forse non sono il massimo per il caldo e l’alito..ma sono una bomba. Ci alziamo pieni, sono le 21.00, kaipirosche quota tre cadauno, mi sento un po’ stordito, deve essere quasi sicuramente il tocco in più che Serena ha aggiunto ai nostri drink. Ma voi che siete a Rimini tra i gelati e le bandiere non fate più scommesse sulla figlia del droghiere.
Ci lasciamo dandoci appuntamento sotto al mio albergo, doccia veloce e cambio d’abito per l’ultima serata del week-end. Questa sera è previsto il Blow-up. Ore 23.00 siamo tutti pronti, io, Matteo, Claudio e altri 4 amici. Il Blow-up è davvero piccolo ma è strapieno di turisti, tedeschi soprattutto, ma anche ragazzi del sud, tutti pronti per vivere il sabato della riviera. La musica non è del mio genere, troppo commerciale, ma in fin dei conti ballabile. Troppi, decisamente troppi scalini, che ad una certa ora della notte e con un paio di consumazioni di troppo, mi causano seri problemi. Usciamo alle 4.00, la notte mi sembra ancora “giovine”, decidiamo di fare una pazzia..quante volte l’ho visto fare nei film? Andiamo tutti in spiaggia e decidiamo di fare il bagno! L’acqua è calda, ma appena si esce nessuno riesce a resistere al gelo della notte. Ci asciughiamo alla meglio e andiamo a fare colazione. Chiedo di tornare al bar della sera precedente ma mi dicono che questa mattina si inizia con qualcosa di dolce. Niente panini dunque, gli amici mi portano in un bar appena poco in periferia, la Belle Epoque. Brioche da panico, mai sentite di così buone, crema di nocciola con cocco, nutella..ne prendo due con un cappuccino pieno di schiuma e polvere di cacao. La mattina è arrivata, sono le 6.00, mi accompagnano a casa, per la “notte”, ci rivedremo alle 13.00. Ore 12.00, preparo i bagagli, mi sembra volato il tempo qui. Decisamente una città fantastica, mare, collina, divertimento e tanta bella musica. Caotica sì, ma sicuramente più modaiola dei tempi del mio amico Gerry.. I miei amici che mi passano a prendere decidono prima di portarmi a mangiare in un luogo davvero incantevole. Siamo al bar Ilde, piadine uniche con ricette golosissime, soprattutto quella con Nutella e Mascarpone. Il luogo è immerso nelle colline riminesi dalle quali si riesce a vedere il mare. Sono le 16, il mio treno parte alle 17.35, l’ultima visita la voglio dedicare al centro della città che ho solo visto di sera. Le cantinette di giorno sembrano un luogo tranquillissimo, c’è anche qualcuno che vende dei fiori lì dove c’è la Vecchia Pescheria. L’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio si guardano, gli amici mi spiegano a grandi linee la Ariminum romana, incredibile quanta storia dietro una città conosciuta solo per la “movida” notturna. Ho deciso, la prossima volta mi dedicherò sicuramente di più all’aspetto storico, se non altro alla cultura romagnola. L’ora x è arrivata, il mio treno è puntualissimo, io anche. Ringrazio i miei amici che mi hanno fatto apprezzare tutti i lati di una città che riesce a conciliare il vecchio con il nuovo, lo storico con il divertimento. Ringrazio i film ambientati a Rimini che mi hanno dato lo stimolo per conoscere quel qualcosa in più su cui tutti i turisti invece indugiano. Fellini in primis che con la sua Amarcord mi ha fatto sognare la sua bella città. Un’avventura così, a Rimini, non l’avrebbe immaginata nemmeno Fellini.
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